Cibi e bevande strani dai nomi curiosi provenienti da tutto il mondo

Avete mai assaggiato il cibreo? Non sapete cos’è? E bevuto il Kvas? Mai provato? Sono davvero tantissimi i cibi e le bevande dai nomi curiosi o strani in giro per il mondo. Immaginiamo di fare un viaggio virtuale per scoprire alcune abitudini o stravaganze alimentari degli abitanti del nostro pianeta. Partiamo!

 

Iniziamo in Italia il nostro tour di cibi dallo strano nome, con un pranzo veloce: il Cibreo, antico piatto fiorentino a base di fegatini e creste di gallo. Chi ama la cacciagione può optare invece per la Sopa Coada, un pasticcio asciutto di piccione, accompagnato spesso da brodo caldo, di origine veneta. Obbligatorio accompagnare il pasto con un buon vino rosso come il Bricco dell’Uccellone (del Piemonte) o un Merlo di Topanera (toscano). In alternativa si può bere il Basilichito, bibita gassata ligure, a base del famoso basilico genovese. Ancora disidratati? Ordinate una bella Minchia Tosta, ossia una birra doppio malto siciliana (chissà che espressione farà il cameriere).

Prendiamo un volo per Reykjavík, in Islanda dove potremmo degustare il prelibato Hàkarl, ovvero carne di squalo putrefatta. Questo piatto tipico divide i consumatori islandesi, tra coloro che lo amano e coloro che lo trovano disgustoso. A voi la scelta. Intanto vi potete ristorare sorseggiando una birra Viking e se ancora non avete digerito l’Hàkarl quel che ci vuole è il JòlaÖl, distillato a base di arancia e malto, consumato spesso nel periodo natalizio.

Visto che vi siete già temperati, perché non fare un salto in Russia a bere il Kvas? Ottenuto dalla fermentazione alcolica di qualsiasi vegetale, il kvas, è una bevanda a basso contenuto alcolico. Spesso preparata in casa, accompagna quasi tutte le tavole russe. Buona per esempio da accostare al Seljodka pod Šuboj, ovvero aringa in pelliccia (piatto invernale con aringhe maionese e barbabietole). Per chi non vuole fare a meno del dolce può provare il Kissel, una gelatina al vino o ai frutti di bosco, un dessert al… bacio!

Andando verso sud, ci dirigiamo in Cina. Gli amanti di gusti forti potranno scegliere come antipasto il Pidan o uovo centenario. L’uovo può essere di gallina, quaglia o anatra, viene immerso in una mistura di tè, calce, cenere, creta e sale per diversi mesi. Finita la stagionatura, la chiara rimane trasparente, ma di consistenza gelatinosa, mentre il tuorlo assume una colorazione verde e un sapore che ricorda il gorgonzola. Per mandarlo giù magari sorseggiate un tè al crisantemo, il júhuā chá. Per i palati più delicati si consiglia l’ou pian chao, piatto a base di sezioni di radici di loto fritte e poi saltate, con funghi e germogli di bambù.

Cibi strani

Fermiamoci in Giappone per assaggiare il Fugu (pesce palla). Servito su vassoi a fette sottilissime disposte in modo da formare un fiore. Cucinare il pesce palla è un’arte, deve essere evirato di tutte le parti velenose da mani esperte. Siete sopravvissuti? Allora prima di andarvene ordinate il Bento, (pranzo in scatola). Le pietanze in questo caso, sono distribuite in modo da formare immagini. Nei panierini per bambini di solito vengono rappresentati i personaggi dei cartoni animati. Non dimenticate di scegliere una bibita tra le migliaia a disposizione in Giappone. Per esempio la Water salad (acqua al sapore d’insalata) o la diet water (acqua dietetica) per chi vuole stare in forma. La Pepsi cucumber (cola al gusto di cetriolo) o l’Unagi Soda (al sapore di anguilla) sono ideali per chi vuole sapori davvero unici.

Raggiungiamo l’ Australia per fare uno spuntino a base di snag, (salsicce fatte con vari tipi di carne, tra queste anche quella di canguro). Chi ha più tempo magari si può fermare in un ristorante per chiedere una bella Crocodile steak, la bistecca di coccodrillo.

Andate poi a prendervi un Black Ivory Coffee in Thailandia. È il caffè più costoso al mondo. I semi di una varietà molto pregiata di caffè sono fatti digerire dagli elefanti.  Una volta attraversato l’intestino dei pachidermi, i chicchi vengono tirati fuori dalle loro feci per preparare un caffè a dir poco… profumato e intenso.

È sera e avete raggiunto l’India. Niente di meglio che sorseggiare una tazza di Masala Chai, tè e spezie (che di solito noi italiani usiamo per il brodo), con aggiunta di latte. Vi prende fame? Acchiappate un Chapati (una specie di piadina) e gustatelo con del Panir, formaggio fatto in casa.

Ripartire più energetici che mai per assaggiare le Quesadillas in Messico. Il ripieno è il Huitaloche (tipo di fungo che colpisce il mais). Per mandarle giù magari ordinate una Horchata, che non è una marachella di un orco, ma una bibita analcolica a base di riso, latte e cannella servita freddissima.

Terminiamo il viaggio negli States per fare colazione con i Corn dog, che non sono corna di cane, ma wurstel su un bastoncino ricoperti da una pastella a base di farina di mais.

 

Naturalmente questi sono solo alcuni esempi rispetto all’incredibile varietà di cibi e bevande dai nomi curiosi o strani in giro per il mondo. Non resta che partire per allungare la lista…  quindi buon viaggio, ma soprattutto buon appetito!

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